Capitolo 46
principio e che sarebbe arrossito leggere il suo proprio nome in scrittura su un pezzo di cartone bianco, chiese in una voce austera se la Sig.ra Whyland fosse a casa. La domestica lasciò cadere il carrello nelle pieghe del suo vestito nero; lei sembrato abituato abbastanza all'aspetto improvviso del cardless. Lei guardato rispettosamente su, ammirabilmente--lei aveva aperto la porta per un buono molti gentiluomini, ma raramente per così magnifico ed autoritario una creatura come Abner--e sì detto. Ma ahimè per il credito di sua padrona e di lei padrona' la famiglia: ecco una persona grandiosa con che era arrivata il aspettazione aperta di incontrare un "uomo" che dovrebbe annunciarlo! Abner era venuto pieno della soggetto-questione; lui seppe quell'al quale stava andando lui dica. E durante l'intervallo di fronte all'aspetto della Sig.ra Whyland lui deve corra brevemente sui suoi punti principali. Ma lui già trovò la Sig.ra Whyland sulla terra. Né era lei da solo. Due o tre altre signore stavano chiacchierando con lei su temi minori, e prima tutti di questi erano andati altri arrivati succedere. Non un momento lui spese con lei da solo; brevemente, era il suo "giorno." Queste signore si riferirono alle questioni musicale di quando in quando e artistico--qualcuno aveva dato un racconto, qualcuno altro era presto esibire certi ritratti--ma loro dovevano dire poco su libri e loro fecero nessuno riconoscimento di Abner come un autore. "Più di questo artificiale sociale repressione", lui pensò. "Perché se loro dovessero avere paura di 'annoiando' io, come lo mettono in parole? Loro sopportarono Obbligazione--loro stanno ronzando Giles sempre; Io penso io potrebbe sopportare una parola o due." Il suo occhio errò sul ricco ma soggiogò mobili della stanza. "Nessuno si chiede che ogni spontaneità dovrebbe essere soffocato qui!" E quando temi letterari finalmente furono provvisti una botte di spina lui esperimentato meno di conforto che dell'indignazione. Una piccola donna dolce
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