Capitolo 78
imprudente! La riconosce comunque?" "È lei molto stesso", io risposi; "Io ora la vedo su quel banchina-tavola precisamente come io la vidi sulla tavola nella biblioteca." "Poi, se quello è così", de di Signora risposto Gabry, "Lei deve biasimare per lui, nel primo luogo Lei, come un uomo che, anche se privo di ogni immaginazione, usare le Sue proprie parole, seppe come dipingere Suo sogni in colours così vivido; nel secondo luogo, io che ero capace ricordare e ripetere fedelmente tutto il Suo sogno; ed ultimamente, Mademoiselle Jeanne che io ora presento a Lei, per lei lei modellato precisamente quella figura di cera secondo le mie istruzioni." De di Signora Gabry aveva preso la mano della giovane ragazza come lei parlò; ma il secondo si era staccato improvvisamente da lei, e già stava correndo attraverso il parco con la velocità di un uccello. "Piccola creatura matta!" De di Signora che Gabry ha pianto dopo lei. "Come uno è così timido? Ritorni qui per essere sgridato e baciò!" Ma era tutto di nessun profitto; il bambino spaventato scomparve fra la piantagione d'arbusti. De di Signora Gabry si fece sedere sull'unica sedia rimanendo nel parlour cadente. "Io molto dovrei essere sorpreso", lei disse, "Se mio marito non avesse già gli parlato di Jeanne. Lei è un bambino dolce, e noi ambo innamorato lei moltissimo. Mi dica la semplice verità; cosa Lei pensa della sua statuetta?" Io risposi che il lavoro era pieno di buon gusto e spirito, ma quello mostrò della mancanza di studio e pratica sulla parte dell'autore; altrimenti io ero stato estremamente toccato per pensare che quelli giovani dita avrebbero dovuto ricamare così lo schizzo grezzo di un vecchio uomo di immagini, e forma determinata piaccia così brillantemente ai sogni di un vecchio rimbambito io. "La ragione che io chiedo alla Sua opinione", de di Signora risposto Gabry, seriamente, "è quel Jeanne è un orfano povero. Lei pensa che lei potesse guadagnarla vivendo da statuette di modellatura piace questo uno?" "Come per quello, no!" Io risposi; "ed io penso non c'è ragione a
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