Capitolo 63
"Lui disse gentilmente chiaramente non", come se sia la più naturale cosa in il mondo che un ragazzo non dovrebbe conoscere il suo proprio nome. Al momento il Maggiore disse, riflessivamente: "Chadwick." "Coriandolo", corresse il ragazzo. "Sì, io so"; ed il Maggiore continuò a pensare che a Chadwick accadde di essere un nome ancestrale nella sua propria famiglia. Il sopracciglio di coriandolo ancora fu raggrinzato--lui stava tentando di pensare che vecchia Cherry di Nathan lo chiami. "Io calcolo io hai non pensarono o' il mio nome siccome io lasciai vecchi Nathan", lui disse. Poi lui disse brevemente sul vecchio uomo, ed alzando improvvisamente il suo piede zoppo, lui detto: "Ahi!" Il Maggiore guardò circa e Coriandolo spiegò: "Io feci male il mio piede comin' in giù il fiume un' colpo trovò wuss walkin' così molto." Il Maggiore notò poi che la faccia del ragazzo era pallida, e che c'era scuro scava i suoi occhi sotto, ma non accadde mai a lui che il giovanotto aveva fame, per, nella terra del Maggiore, nessuno mai andò da molto affamato per. Ma Coriandolo era ora soffrendo e lui si inclinò di nuovo nel suo posto e parlò né guardò a i campi passeggeri. Da e da, lui spiò un negozio di incroci. "Io mi chiedo se io non inscatolo git somethin' mangiare in quel negozio." Il Maggiore rise: "Lei l'ai non il gettin' affamato così presto, è? Lei deve avere colazione mangiata abbastanza presto." "Io ai non facevano nessuna colazione--un' io non facevo hev nessuna cena la notte scorsa." "Cosa?" gridato il Maggiore. Coriandolo affermò il fatto con indifferenza coraggiosa, ma il suo labbro vibrò leggermente--lui era debole. "Bene, io calcolo noi troveremo qualche cosa per mangiare là se loro hanno qualsiasi cosa o non." E poi Coriandolo spiegò, mentre raccontando la storia della sua passeggiata da Frankfort. Il Maggiore si stupì che qualcuno avesse potuto negare il cibo di ragazzo ed alloggiando. "Chi erano, Tom?" lui chiese Il vecchio conducente girò: "Loro erano del po' immondizia bianca in giù su Canna Torrente, io calcolo, suh. Must'a'
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