Capitolo 47
"Lei non ha niente per temere da me. Ma quello che Lei amerà e chi ameranno Lei La danneggerà. Addio, Signora." Lui prese il suo bagaglio ed andò fuori. Lei vide la sua forma lunga, rustica scompaia dietro ai cespugli del giardino. Di pomeriggio lei andò a Marco di San, dove Dechartre stava aspettando per suo. Lei desiderò ancora lei temè vederlo di nuovo così presto. Lei sentì un angoscia che placò un sentimento ignoto, assolutamente molle. Lei faceva non il tatto lo stupore della prima volta che lei aveva prodotto per amore; lei non senta la visione brusca dell'irreparabile. Lei era sotto influenze più lento, più vago, e più potente. Questa durata un incantando la fantasticheria bagnò la reminiscenza delle carezze che lei aveva ricevuto. Lei era piena di guaio e l'ansia, ma lei non sentì rammarico. Lei aveva agito meno attraverso la sua volontà che attraverso una forza che lei predisse essere più alto. Lei si assolse a causa del suo disinteresse. Lei contato su nulla, dopo non avendo calcolato niente. Indubbiamente, lei aveva avuto torto per produrre, siccome lei non era gratis; ma lei non aveva esatto niente. Forse lei era per lui solamente un capriccio violento. Lei non lo seppe. Lei non aveva nessune di quelle immaginazioni vivide che superi immensamente, in buono come in cattiva, comune mediocrità. Se lui andasse via da lei e scomparve lei non lo sgriderebbe per lui; almeno, lei non pensò. Lei terrebbe la reminiscenza ed il stampi del più raro e la maggior parte di cosa preziosa che uno può trovare nel mondo. Forse lui era incapace del vero affetto. Lui pensò che lui l'amò. Lui l'amava dall'una ora. Lei sfidò non desideri più per, nel imbarazzo della situazione falsa che irritò la sua franchezza e il suo orgoglio, e quale agitato la lucidità della sua intelligenza. Mentre la carrozza stava portandola a Marco di San, lei si persuase che lui le direbbe prima nulla del giorno, e che la stanza da che uno potrebbe vedere i pini sorgere al cielo andrebbe via a loro solamente il
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