Capitolo 42
chiede se lui deve sposarsi, e lui si copre con ridicolo, il mio amore. Io sono completamente bene, risibile come lui, siccome io sto facendo la stessa domanda di Lei." Therese rispose con un disagio che lei non ha tentato di celare: "Come per quello, mio caro, non chieda a me. Io già gli ho detto mio opinione." "Ma, caro, Lei ha detto quello solamente uomini hanno torto per sposarsi. Io non posso prenda quel consiglio per me." Signora Martin guardò alla piccola faccia di ragazzo e testa della Signorina Bell, quale espresse stranamente tenerezza e modestia. Poi lei l'abbracciò, mentre dicendo: "Caro, non c'è un uomo nel mondo squisito e delicato abbastanza per Lei." Lei aggiunse, con un'espressione della gravità affettuosa: "Lei non è un bambino. Se alcuno L'ama, e Lei l'ama, faccia quello che Lei pensa che Lei dovrebbe fare, senza mescolare interessi e combinazioni quello non ha niente per fare con sentimento. Questo è il consiglio di un amico." La Signorina Bell esitò un momento. Poi lei arrossì e sorse. Lei era stata un poco scioccò. CAPITOLO XVIII "IO BACIO I SUOI PIEDI PERCHÉ LORO SONO VENUTI!" Sabato, alle quattro che Therese è andato, come lei aveva promesso, al cancello del cimitero inglese. Là lei trovò Dechartre. Lui era serio e agitato; lui parlò poco. Lei era contenta lui non visualizzò la sua gioia. Lui la condusse dai muri abbandonati dei giardini ad una strada stretta che lei non seppe. Lei lesse su un cartello: Via Alfieri. Dopo che loro avevano preso cinquanta passi, lui fermò prima un vicolo oscuro: "È in là", lui disse. Lei guardò a lui con tristezza infinita. "Mi augura andare in?" Lei vide lui era risoluto, e lo seguì senza dire una parola, nel ombra umida del vicolo. Lui traversò un cortile dove l'erba crebbe fra le pietre. Nella schiena un padiglione era con tre finestre, con colonne ed una fronte ornarono con capre e ninfe. Sul muschio-coperto passi che lui ha girato nella serratura una chiave che ha cigolato e resistè a. Lui mormorò
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