Capitolo 27
Commedia divina, Eusebio. È il libro bianco che Lei vede sulla tavola. L'apra e lo legga." Durante il Principe sta leggendo, Dechartre, fatto sedere sul divano vicino a Contessa Martin, parlò di Dante con entusiasmo come il più buon scultore fra il poeti. Lui ricordò a Therese il dipinto loro avevano visto insieme due giorni un affresco pressocché obliterò prima, sulla porta del Servi, dove uno non predisse proprio la presenza del poeta che porta un coroni d'alloro ghirlanda, Firenze, ed i sette cerchi. Questo era abbastanza per esaltare l'artista. Ma lei non aveva distinto niente, le non si era stato mosso. E poi lei confessato quel Dante non l'attirò. Dechartre, abituato a lei dividendo tutte le sue idee di arte e poesia, lo stupore sentito ed alcuni scontentezza. Lui disse, ad alta voce: "Ci sono le molte grandi e forti cose che Lei non sente." La Signorina Bell, mentre alzando la sua testa, chiese a quello che era queste cose che il "caro" non senta; e quando lei imparò che era il genio di Dante, lei esclamato, in rabbia finta: "Oh, faccia Lei non onora il padre, il padrone degno di ogni encomio, il dio? Io non L'amo alcuno più, caro. Io La detesto." E, come un rimprovero a Choulette ed al Contessa Martin, lei ricordò, la pietà di quel cittadino di Firenze che prese dall'altare le candele quell'era stato illuminato in onore di Cristo, e li mise di fronte al busto di Dante. Il Principe riprese la sua lettura sospesa. Dechartre persistè in tentando di fare Therese ammira quello che lei non seppe. Certamente lui può ha sacrificato facilmente Dante e tutti i poeti dell'universo per lei. Ma vicino lui, tranquillo ed un oggetto di desiderio, lei l'irritò, pressocché senza il suo rendersi conto di lui, dal fascino della sua bellezza ridente. Lui persistè nell'imporre su lei le sue idee, le sue passioni artistiche, anche la sua fantasia, e la sua capricciosità. Lui insistè in un tono basso, in frasi conciso e litigioso. Lei disse: "Oh, come violento è Lei!" Poi lui curvò al suo orecchio, ed in una voce ardente alla quale tentò lui
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