Capitolo 8
e M. Paul Vence. Poi, portandosi molto rigidamente, con una piazza monocolo nel suo occhio, M. Daniele Salomon apparso, l'arbitro di eleganza. Il Generale affrettò fuori. Loro parlarono del romanzo della settimana. Signora col quale Marmet spesso aveva cenato l'autore, un giovane e molto amabile uomo. Paul Vence pensò il libro faticoso. "Oh", Martin del Signora del sighed, "tutti i libri sono faticosi. Ma uomini sono più faticoso che i libri, e loro stanno esigendo più." Signora che ha detto Marmet che suo marito che aveva molto gusto letterario aveva trattenuto, fino a che la fine dei suoi giorni, un orrore del naturalismo. Lei era il vedova di un membro del 'Academie des Iscrizioni, e si impennacchiò sulla sua vedovanza illustre. Lei era dolce e modesta nel suo nero vestito ed i suoi belli capelli bianchi. Signora Martin disse a M. Daniele Salomon che lei ha desiderato consultarlo particolarmente sul ritratto di un gruppo di belli bambini. "Lei mi dirà se L'accomoda. Lei può darmi anche la Sua opinione, Monsieur Vence, a meno che Lei disdegna tali bazzecole." M. Daniele Salomon guardò a Paul Vence attraverso il suo monocolo con disdegno. Paul Vence osservò la disegno-stanza. "Lei ha le belle cose, Signora. Quello non sarebbe nulla. Ma Lei ha solamente belle cose, ed ogni servizio per mettere via la Sua propria bellezza." Lei non celò il suo piacere a sentendolo parlare in così. Lei Paul Vence riguardato come l'unico uomo veramente intelligente che lei ha conosciuto. Lei aveva l'apprezzato di fronte ai suoi libri l'aveva fatto celebre. Suo malato- salute, il suo umorismo scuro, il suo lavoro assiduo lo disgiunse da società. Il piccolo uomo bilioso non era molto accomodando; ancora lui l'attirò. Lei tenuto in stima alta la sua ironia profonda, il suo grande orgoglio, il suo talento maturato in solitudine, e lei l'ammirò, con ragione come un eccellente scrittore, l'autore di composizioni potenti su arte e su vita. Poco a poco la stanza riempì con una folla brillante. Fra il
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