Capitolo 45
muro-tappezzi ed i ritratti nella stanza. Lei ricordò le parole, un poco ridicolo e pressocché toccando, che lui aveva detto a lei. Ma sembrò a lei che l'avventura era accaduta ad un'altra donna, ad un estraneo che non le piacque e che lei non capì proprio. E quello che era accaduto solamente un momento fa sembrò lontano ora distante. La stanza, le serenelle nel vaso di cristallo la piccola tazza di boemo vetro dove lei trovò le sue spille--lei vide tutti queste cose come se attraverso un finestra che uno passa nella strada. Lei era senza l'amarezza, ed anche senza tristezza. Lei non aveva niente per perdonare, ahimè! Questa assenza per una settimana non era un tradimento, non era una colpa contro suo; non era nulla, ancora era tutto. Era la fine. Lei seppe esso. Lei desiderò cessare. Era il beneplacito di tutte le forze di lei essendo. Lei disse a lei: "Io non ho nessuna ragione di amarlo meno. Faccia io l'ami nessuno più? L'amai mai?" Lei non seppe e lei faceva non desideri sapere. Tre anni durante che c'erano stati mesi quando avevano visto l'un l'altro ogni giorno--tutti questo non era nulla? La vita non è un grande cosa. E che mette in lui, come piccolo è quello! In multa, lei aveva, nulla di che lagnarsi. Ma era migliore finire esso tutti. Tutti queste riflessioni portarono suo indietro a quel punto. Era non una decisione; decisioni possono essere cambiate. Era più grave: era un stato del corpo e della mente. Quando lei arrivò alla piazza, nel centre di che è una fontana, e su un lato di che le bancarelle una chiesa di stile rustico, mostrando la sua campana in un campanile aperto, lei ricordò il piccolo mazzolino di violette che lui aveva dato a lei una notte sul ponte vicino a Dama di Notre. Loro avevano amato l'un l'altro quel giorno--forse più che solito. Il suo cuore ammorbidì a quello reminiscenza. Ma il piccolo mazzolino rimase da solo, un povero poco scheletro floreale, nella sua memoria. Mentre lei stava pensando, passers-da, ingannò dalla semplicità di lei
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