Capitolo 37
quella magistratura era, da chi nominò, da chi influenzò, da chi chiamato su, ricevere quell'evidenza detestabile, il molto ricordo di che, anche a questa distanza di tempo, fuochi ogni cuore onesto con indignazione. Come bene noi attenuiamo il assassini di Tiberius senza che raramente mise a morte le sue vittime un delibera precedente del suo senato. Il morale di tutti questo sembra essere, che ogni qualvolta un principe può, da intimidazione, la corruzione, illegale evidenza, o altro tali mezzi, ottenga un verdetto contro un soggetto chi lui prova antipatia, lui può causarlo per essere eseguito senza alcuna rottura del dovere indispensabile; no, che è un atto della generosità eroica se lui lo risparmia. Io non rifletto mai sull'asserzione del Sig. Hume di questo si importi ma col rammarico più profondo. Estesamente come io differisco da lui su molte altre occasioni, questo sembra a me per essere il più più passaggio biasimevole del suo lavoro intero. Un spirito dell'adulazione verso principi deceduti, sebbene in una buona misura gratuitamente dal imputazione di meschinità interessata alla quale è legata giustamente adulazione quando applicò a monarchs vivente, ancora come è meno intelligibile riguardo ai suoi motivi che l'altro, così è esso in le sue conseguenze ancora più pernicioso agli interessi generali di umanità. Paura di censura da contemporanei avrà molto raramente effetto su uomini in situazioni di autorità illimitata: loro anche vogliono spesso si aduli che lo stesso potere al quale li abilita commetta il crimine li assicurerà da rimprovero. I temerono di l'infamia postuma, perciò che è l'unica limitazione, loro coscienze omisero, sulle passioni di tali persone, è, lacrimevole che questa ultima difesa (debole abbastanza a migliore) debba in alcun grado sia danneggiato; e danneggiò deve essere, se non totalmente distrusse, quando tiranni possono sperare di trovare in un uomo come Hume, nessuno meno eminente per l'integrità e la benevolenza del suo cuore che per il
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