Capitolo 35
prova. Quelli la maggior parte di uomini riconoscono, in dei casi fiocamente, in dei casi chiaramente e esplicitamente, che l'appello a tale standard è giustificabile, appena sia negato. Tra "me scelga" e "io dovrei scegliere", tra "la comunità richiede", e "la comunità dovrebbe richiedere", uomini generalmente riconosce una distinzione quando loro hanno raggiunto ad una capacità per riflessione. Comunque, si ha negato che l'appello è giustificabile, e è stato negato da nessuna cattiva autorità. "L'obiettività presunta di giudizi morali," scrive Westermarck, [la Nota in calce: 2 Origine di _The e Sviluppo del Ideas_ morale, capitolo i, p. 17.] "essendo una chimera, ci possono essere nessuno la verità morale nel senso nella quale questo termine generalmente è capito. Il l'ultima ragione per questo è, che i concetti morali sono basati su emozioni, e che i contenuti di una caduta di emozione completamente fuori del categoria della verità. Ma può essere vero o non che noi abbiamo un certo emozione, può essere vero o non che una maniera determinata di condotta ha un tendenza a chiamare in noi l'indignazione morale o approvazione morale. Da adesso un giudizio morale è il vero o falso concedendo come il suo soggetto ha o non ha quella tendenza che gli attributi predicativi a lui. Se dico io che è offenda resistere a cattivo, ed ancora la resistenza a cattivo non ha tendenza qualunque cosa poi il mio giudizio deve chiamare avanti in me un'emozione di disapprovazione morale falso." La conclusione dedotta da questo è che c'è nessuno generale morale verità, e che "l'oggetto di morali scientifiche non può essere riparare regole per condotta umana"; può essere solamente studiare la coscienza morale come un fatto." 20. L'APPELLO PER RAGIONARE ALLINEATO.--Le parole di così alto un'autorità non dovrebbe essere passato su leggermente. Uno è impulso per cercare per loro l'apprezzamento corretto e la loro riconciliazione col giudizio di altro moralisti. Tale può essere trovato, io penso, rivolgendosi a due dwelt di verità su in quello che ha preceduto: la verità che il moralista non dovrebbe presumere
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