Capitolo 33
ma l'inquir del governatore per me, venne su, e con una condiscendenza della gentilezza io ero stata completamente unus a, mi fabbricò molti complimenti, desiderato conoscere me, blam io gentilmente per non si essendo fatto noto a lui quando io venni al luogo prima, e mi avrebbe via con lui alla taverna, dove lui stava andando con Colonnello French per assaggiare, come lui disse, della Madera eccellente. Io non ero un poco sorpreso, e Keimer è protagonista come un veleno di maiale. Comunque, io andai col governatore e Colonnello French ad una taverna, all'angolo di Terzo-strada, e sulla Madera lui il propos mio mettendo sui miei affari, posato di fronte a me le probabilità del successo, e lui e Colonnello French l'assur io io dovrei avere il loro interesse ed influenza nel procurare gli affari pubblici di ambo i governi. Sul mio dubitare se mio padre mi assisterebbe in lui, Signore William detto lui mi darebbe una lettera a lui nel quale lui affermerebbe i vantaggi, e lui non dubitò di prevalere con lui. Quindi fu concluso io dovrei ritornare a Boston nel primo vaso, con la lettera del governatore che mi raccomanda a mio padre. Di cattiva durata l'intenzione sarebbe tenuta un segreto, ed io continuato a lavorare come al solito con Keimer, il governatore che spedisce per me ora e poi cenare con lui, un onore molto grande io lo pensai, e conversando con me nel più affabile, familiare, ed amichevole maniera immaginabile. Sulla fine di aprile, 1724, una piccola offerta di vaso per Boston. Io presi permesso di Keimer come andando a vedere i miei amici. Il governatore diede io una lettera ampia, dicendo molte cose adulatorie di me a mio padre, e raccomandando fortemente il progetto del mio setting su a Filadelfia come una cosa che deve fare la mia fortuna. Noi colpimmo su un banco nell'andare in giù la baia, e saltato una crepa; noi avevamo un tempo che infuria a mare, ed era oblig per pompare quasi continuamente al quale io presi la mia svolta. Comunque, noi cassaforte di arriv a Boston in circa un due settimane. Io avevo stato sette mesi assenti, ed i miei amici non avevano sentito niente di me;
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