Capitolo 25
ragionevolmente pensò su Jeannette il giocatore di hurdy-gurdy prima, e su Catherine il lacemaker, ambo di chi io vidi passaggio il nostro negozio venti tempi al giorno, mostrando quando piovve, una caviglia eccellente ed un piccolo piede, le dita del piede di che girò da una pietra all'altro. Jeannette era non così bello come Catherine. Lei era piuttosto più vecchia e bene vestito. Lei venne da Savoy e faceva i suoi capelli il marmotte_ di _en, con un fazzoletto da testa controllato che copre la sua testa. Ma il suo merito era, non a si conficchi a cerimonia e capire quello senza il quale fu voluto di lei essendo parlato a. Questo carattere si confece bene con la mia timidezza. Uno sera sotto il portico di St il le di Benoit Betourne, dove c'è pietra fa sedere ogni tondo, lei mi insegnò quello che coltiva poi che io non avevo saputo, ma che lei aveva saputo per molto tempo. Ma io non ero così grato a lei come sarebbe dovuta essere il mio dovere a sia, e pensiero di nulla altro ma portare la scienza lei aveva mi insegnato ad altri, i più begli uni. Come una scusa per la mia ingratitudine Io dovrei dire quel Jeannette che il giocatore di hurdy-gurdy non ha valutato le sue lezioni alcuno più alto di me, e che lei volentieri li dati ad ogni straccione del distretto. Catherine era di manners più riservato. Io stetti in piedi in timore riverenziale di lei e non osi dirle come bello la considerai per essere io. Lei fece io doppiamente incomodo facendo pronto di me e non perditore un singolo occasione di deridere a me. Lei mi stuzzicò sgridando il mio mento per essendo senza capelli. Io l'arrossii su e desiderai essere ingoiato dal terra. Su vederla io colpii un aspetto arcigno ed il dispiacere. IO finto di disprezzarla. Ma lei era veramente troppo bella per il mio disprezzo essere vero. CAPITOLO V Il mio diciannovesimo Compleanno--la Sua Celebrazione e l'Ingresso di M. d'Asterac. In quella notte, la notte di Epifania ed il diciannovesimo anniversario il cielo versò in giù con la neve fondente un raffreddore malato della mia nascita,- humour, penetrando all'osso mentre un vento ghiacciato fece il
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