Capitolo 36
amministrazione, portando una legge nella riunione che disabilita i senatori dal sedere su giurie di alcun genere da quel giorno diretto, e trasferendo le funzioni giudiziali all'equites. Come amaramente debba tale misura si è stato risentito dal Senato del quale subito li rubò loro diritti protettivi e proficui, li diede finito essere tentato da i loro concorrenti per le loro irregolarità piacevoli, e li bollò al stesso tempo con la marca della disonestà! Come certamente debba tale misura è stato meritato quando né console né tribuna, potrebbero essere trovate frammetta il suo veto! Sostenuto dai cavalieri grati, Caius Gracchus era per il momento tutto-potente. Non era abbastanza per ripristinare l'agrario legge. Lui passò un altro, puntato agli assassini di suo fratello ai quali erano sopporti più tardi frutta in anni dai quali è probabile che nessun cittadino romano sia messo a morte alcuna persona, comunque alto in autorità, senza prova legale e senza faccia appello, se lui scegliesse di farlo, alle persone supreme. Un colpo era così colpito contro un'altra destra chiesta dal Senato, di dichiarare il Repubblica in pericolo, e la sospensione provvisoria della costituzione. È probabile che queste misure siano scusate, e forse encomiò; ma il più giovane Gracchus connesse il suo nome con un altro cambio meno encomiabile, quale fu destinato anche sopravvivere e sopportare frutta. Lui presentò e portato attraverso, con applaudendo entusiasta di ogni paio di mani a Roma quello fu indurito con lavoro, una proposta che ci dovrebbe essere pubblica granai nella città, mantenne e riempì al costo dello Stato, e quel mais dovrebbe essere venduto ad una percentuale artificialmente conveniente al povero gratuitamente cittadini. Tale legge era puramente socialista. Il diritto fu confinato Roma, perché a Roma le elezioni furono contenute, ed il collegio elettorale romano era il depositario del uno del potere. L'effetto era raggruppare nella città un assalga tumultuando di elettori bisognosi, inutilizzati, mentre vivendo sulla carità dello Stato, a
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