Capitolo 76
molti piedi l'andarono su. Comunque, lui riuscì a camminare a carponi in un angolo, e, svegliandosi, osservò la scena. I giovani uomini che avevano invaso il incontrando, molto superiore in numeri e forza agli oratori, a il grande uomo, e le tre o quattro altre persone robuste che avevano rallied a loro da fra il pubblico, stava prendendo ogni vantaggio di la loro superiorità; ed andò al cuore della Sig. Lavanda a vedere come loro battuto e maltrattò i loro oppositori. La vista della loro brutalità, effettivamente, lo rese così furioso che, dimenticando tutti i suoi principi ed il suo scopo nel venire alla riunione, lui scalò su ad una forma, e piegando ermeticamente le sue braccio sul suo seno, chiamato fuori all'il cima di sua voce: "Cafoni! Non approfitti così dei Suoi numeri. Cafoni!" Avendo così difeso quello che nei suoi momenti più calmi lui avrebbe saputo essere il male, lui attese suo proprio destini calmamente. Ma nel baccano le sue parole erano passate inosservato. "È in momenti come questi", lui pensò, "che il grande oratore asserisce la sua supremazia, reprime il temporale, e si assicura un sentendo." E lui cominciò ad intelaiatura i suoi cervelloni per ricordare come loro lo facevano. "Deve richiedere la voce di un bue", lui pensò, "e la pelle di un alligatore. Ahimè! Come deficiente sono in qualità pubbliche io!" Ma il suo la stesso-deprezzamento fu tagliata la strada qui con la luce elettrica. A questo intervento puro e semplice di Provvidenza la Sig. Lavender, ascoltando al suoni che liberano che colorarono di rosa nella stanza nera, divenne consapevole che lui aveva un'opportunità come lui non aveva avuto ancora di essere sentito. "Stia, i miei amici!" lui disse; "qui in oscurità noi possiamo vedere meglio il vere proporzioni di questa grande domanda di discorso gratis. Ci sono alcuni chi contendono quell'in una democrazia che ogni opinione dovrebbe essere sentita; quello, solo perché il buon senso della maggioranza mai condurrà il paese nei percorsi corretti, la minoranza dovrebbe essere concessa piena ed equo
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