Capitolo 69
facce. "Chi è?" lui pianse; "oh! chi è?" Le farfalle chiuso le loro ali; e su ognuno delle loro piccole facce un'occhiata venne così triste ed interrogando che le ferite lacere della Sig. Lavanda rotolarono in giù nel suo corazza di discorsi. Una rosa di bisbiglio da loro. "Noi siamo i morti." E loro volarono su improvvisamente in sciami, e colpì la sua faccia con le loro ali. La Sig. Lavender svegliò sedendo nel medio del pavimento, con luce splendendo in su lui attraverso un buco nella tenda, ed Ammicco che lecca via le ferite lacere che erano grondanti giù la sua faccia. "Lampeggi", lui disse, "io ho avuto un sogno orribile." Ed ancora consapevole di quel peso sul suo torace, come di molti discorsi giacenti, lui era, impaurito risalire a letto; quindi, porsi dei vestiti, lui andò attentamente giù dalle scale e fuori di porte nella mattina. Lui camminò col suo cane verso il sole sorto, da solo nella luce argentea di Hampstead, meditando profondamente sul suo sogno. "Io evidentemente" ho, lui pensò, "non ancora acquisito quell'insensibilità felice che è indispensabile per riuscito parola pubblica. Questo è indubbiamente il segreto del mio sogno. Per il conoscenza supplire-consapevole della mia deficienza spiega il peso sul mio torace ed il lacerare futile di foglio dopo foglio che svanì come io lacerai loro via. Mi manca lo stesso-compiacimento necessario all'oratore in alcuno dintorni, e quella certezza dorata nella quale mi ha incantato il outpourings di grandi uomini, se in inchiostro o discorso. Questo è, comunque, una questione che io posso rettificare con pratica." E venendo ad un piccolo potere-albero nel pieno fiore, lui l'indirizzò così: "Piccolo albero, sia il mio pubblico, per io vedo in Lei, fornì di punta col luce del sole, una visione del tranquillo ed il bel mondo che, concedendo ad ogni autorità, emergerà fuori di questo carnevale di sangue e ferro." Ed il piccolo albero alzò sulla sua voce e gli rispose con la canzone di un merlo. Il cuore della Sig. Lavanda, profondamente di risposta alla voce di Natura, fuso
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