Capitolo 5
anno fra il Gentiles, incapace gettare via le obbligazioni delle vecchie abitudini. Ma un giorno lui entrò in una chiesa, e parlò una lettura di diacono alla Bibbia, il verso, "Se tu appassisca sia perfetto, vada e venda che tu il hast, e dia al povero." Quindi lui vendè tutti che lui aveva, diede via il soldi nelle elemosine, ed abbracciò la vita monastica. Durante i dieci anni che lui aveva vissuto remoto da uomini, lui più bollito nel calderone di delizie false, ma macerò più proficuamente la sua carne nei balsami di penitenza. Un giorno quando, secondo il suo costume pio, lui stava ricordando badare le ore che lui aveva vissuto separatamente da Dio, ed esaminando suo peccati da uno, che lui poteva il meglio ponderi sulla loro enormità, lui ricordò che lui aveva visto al teatro ad Alessandria un'attrice molto bella tailandesi chiamati. Questa donna si mostrò nei giochi pubblici, e non faceva abbia scrupoli compiere balli, i movimenti di che, sistemò solamente anche abilmente, portò per badare alle passioni più orribili. Qualche volta lei imitato gli atti orribili che le favole Pagane attribuiscono a Venere, Leda, o Pasiphae. Così lei licenziò tutti gli spettatori con concupiscenza, e quando begli giovani uomini, o vecchi uni ricchi, venne, inspirò con amore, appendere ghirlande di fiori rotondo la sua porta, lei diede loro il benvenuto, e si diede su a loro. Così che, mentre lei perse la sua propria anima, lei rovinò anche il anime di molti altri. Lei aveva condotto pressocché Paphnutius stesso nei peccati della carne. Lei aveva svegliato desiderio in lui, e lui si era avvicinato una volta alla casa di Tailandesi. Ma lui fermò sulla soglia della casa della cortigiana, in parte si contenuto dalla naturale timidezza di gioventù estrema--lui era poi ma quindici anni vecchio--ed in parte dalla paura di essere rifiutato su conto della sua mancanza di soldi, cura prese per i suoi genitori che lui dovrebbe commettere nessuno grandi stravaganze. Dio, nella Sua misericordia aveva usato questi due vogliono dire impedirgli da
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