Capitolo 47
a lui, lui non cessò predicare il vangelo ai prigionieri, e fu riferito dopo che i criminali, ed il gaoler lui, toccato dalle sue parole, credè in Gesù crucifisse. Lui fu portato al molto luogo quale notte, meno che due anni lui aveva attraversato così gioiosamente prima, mentre portando nel suo mantello i piccoli tailandesi, la figlia della sua anima, il suo fiore di caro. Quando le sue mani furono inchiodate alla croce, lui non emise lagnanza, ma molte volte lui il sighed e mormorato, "io ho sete." La sua agonia durò tre giorni e tre notti. Non sembrò proprio possibile quella carne di creatura umana avrebbe potuto sopportare tale tortura prolungata. Molti calcolano si pensò che lui era morto; le mosche si raggrupparono sulle sue palpebre, ma improvvisamente lui si riaprirebbe gli occhi rossi. Nella mattina del quarto giorno, lui cantò, in una voce più chiaro e più puro di quello di un bambino-- "Ci dica, Mary quello che tu hast visto dove tu hast stato?" Poi lui sorrise e disse-- "Loro vengono, gli angeli del buon Dio. Loro mi portano vino e frutta. Come rinfrescante è lo sventolarsi di ali loro!" E lui scadde. Le sue caratteristiche preservarono in morte un'espressione della felicità estatica. Anche i soldati che proteggerono la croce furono colpiti con si chieda. Vivantius, accompagnato da alcuno del fratelli cristiano chiese il corpo, e lo seppellì coi resti degli altri martiri nella cripta di San John il Battista, e la Chiesa venerò la memoria di Santo Teodoro il Nubian. Tre anni più tardi, Constantine, il conquerer di Maxentius emesso un editto che la tolleranza concessa ai Cristiano, ed i credenti erano non d'ora innanzi perseguitò, ometta da eretici. Tailandesi avevano completato il suo undicesimo anno quando il suo amico fu torturato a morte, e lei sentì profondamente rattristato e scioccò. La sua anima non era sufficientemente puro permetterle di capire che lo schiavo che Ahmes era benedetto ambo nella sua vita e la sua morte. L'idea saltò su in lei piccolo
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