Capitolo 26
la bellezza è la forza più potente del mondo, ed era noi così fece quello noi potremmo possederlo sempre, noi dovremmo curare non più di può essere per il demiurgos, i logotipi, gli aeons, e tutte le altre fantasticherie del filosofi. Ma io sono sorpreso, il mio buon Paphnutius che Lei deve è venuto dalle profondità del Thebaid a parlare di tailandesi." Avendo detto questo, lui il sighed dolcemente. E Paphnutius guardò fisso a lui con orrore, non concependolo possibile che un uomo dovrebbe ammettere così calmamente così un peccato. Lui si aspettò di vedere la terra aprire, e Nicias ingoiò su in fiamme. Ma la terra rimase solida, e l'Alexandrian silenzioso, il suo fronte che rimane sulla sua mano, e lui che sorride alle ricordi di malinconicamente la sua gioventù passata. Il monaco colorò di rosa, e continuò in toni solenni-- "Sappia poi, O Nicias che, con l'aiuto di Dio, io afferrerò questo donna tailandesi dalle affezioni sporche del mondo, e la dà come un sposo a Gesù Christ. Se lo Spirito Santo non mi abbandona, tailandesi lasci questa città ed entri in un convento." "Si guardi da Venere offensiva", Nicias risposto. "Lei è una dea potente, lei sarà adirata con Lei se Lei porta via il suo ministro principale." "Dio mi proteggerà", Paphnutius detto. "Lui anche cuore di thy di illumine, O Nicias, e sfodera thee dell'abisso in che tu arte immerse." E lui camminò impettito fuori della stanza. Ma Nicias lo seguì, e raggiunse lui sulla soglia, e mettendo la sua mano sulla sua spalla bisbigliò nel suo orecchio le stesse parole-- "Si guardi da Venere offensiva; la sua vendetta è terribile." Paphnutius, sdegnoso di queste parole banali, andò via senza girare il suo testa. Lui sentì solamente disprezzo per Nicias; ma quello che lui non poteva nascere era l'idea che il suo primo amico aveva ricevuto le carezze di tailandesi. Esso sembrò a lui che peccare con quella donna era più detestabile che a pecchi con alcuno altro. A lui questo apparve l'altezza dell'iniquità, e lui d'ora innanzi reputò Nicias come un oggetto di esecrazione. Lui aveva sempre
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