Capitolo 4
le questioni come i suoi contemporanei dibattuti o era pronto dibattere. Lui faceva perciò la cosa considerevole noi lo sappia di avere fatto. Dico io che la sua mente era rigida e di una fibra vicina: era una mente (ripetere la metafora) fuori di che un forte graying-attrezzo potrebbe essere contraffatto. La sua lama non sarebbe ottuso: potrebbe trattare col suo materiale. Di questo carattere, quale io prendo essere il primo essenziale nel suo conseguimento, il poco saggiano di fronte a noi preservi un'evidenza ampia. Così Lei troverà in tutta le loro pagine la presenza di quell'asserzione dogmatica dalla quale invariabilmente procede così una mente, ed accoppiò con tale asserzione è un continuo coscienza che i suoi dogmi sono dogmi: che lui sta asserendo cose improvabili e posando in giù i suoi assiomi prima che lui comincia il suo processo di ragionare. Il contrario sarebbe obiettato da dell'osservatore straniero, o entro dell'uno che aveva una più grande conoscenza con europeo storia che aveva lui. Io posso immaginare un francese o un irlandesi critico che aguzza ad una massa di asserzione senza corrispondendo ammissione che è solamente asserzione: è probabile che tale critico citi anche da questa poca frase di pagine dopo frase in che Froude posa come certo quello del quale ancora è grandemente le questioni dibattito. Così su pagina 144 lui lo prende per accordò quello nessuno miracoli sono stati funzionati da contatto coi corpi di santi. Lui lo prende per concesso su pagina 161 che il controllando di disturbi monastici, e l'uso di forte lingua nel collegamento con loro, era particolare al generazione della quale vide alla sua chiusura la risoluzione il conventi. Lui lo prende per concesso su pagina 125 che quello che noi chiamiamo "manifestazioni" o che rappings della not,--spirito, tavola-giramento, ed il resto--è falsità dei sensi a quale superstizione darebbe credenza da sola. Lui mette in ridicolo (su p. 128) la tradizione di San Patrick che ogni ricerca moderna è venuta ad accettare. Lui dice decisamente (su pp. 186-187) che il mondo Antico non chiese
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