Capitolo 31
se lui accomoda. È un poco spaventando, perciò per trovare l'apertura di questo poema più semplice che uno farebbe esso, anche se dicendolo in prosa ad un bambino. Come nel "Iliad", le stesse parole sono ripetute su e su di nuovo per la stessa idea, senza variazione o tentativo a lui; ed anche se può essere facilmente che il nostro gusto è si guastato dalla stagionatura alta dello stile moderno, il risultato è che colpisce l'attenzione ad un'estensione che sarebbe stato evitato meglio. Un stile perfetto non sciopero a tutti, e è una questione in che il lettore dovrebbe essere considerato anche più dell'astratto destra. Noi abbiamo cessato presto comunque, pensare a quello; la particolarità che noi abbiamo menzionato è confinata l'inizio, ed il successo del trattamento è migliore provò dalla nostra dimenticanza, come noi leggemmo su, di arte e lingua di artista e maniera, nell'interesse opprimente della storia come è sfoderato di fronte a noi. Estratti vogliono porti un'idea povera di un poema nella quale le parti sono così completamente subordini all'effetto dell'intero, ed ancora, nonostante questo svantaggio, noi possiamo giustificare almeno, parzialmente ai nostri lettori le opinioni che noi abbiamo generalmente espresse. Noi prenderemo la scena del riconoscimento, quando Sohrab, giacendo ferito e come ancora ignorante del nome del suo avversario, si è dichiarato il figlio di Rustum. Il padre, per prima incredulo e sdegnoso, è condotto passo da passo, attraverso la menzione di vecchi nomi e tempi, verso l'anaguorisis, e dopo più delicatamente le alternazioni tracciate di sentire, ogni dubbio è finito dal marchio del sigillo sul braccio di Sohrab che aveva Rustum dato a sua madre. "Come say'st tu? [Dice Sohrab.] È quel segnale il corretto segnale Del figlio di Rustum, o di alcuno altro uomo? Lui parlò: ma Rustum guardò fisso, e guardò fisso, e stette in piedi Ammutolito; e poi lui emise uno uggiolare acuto, Oh, ragazzo, padre di thy!" Questo è il primo suggerimento a Sohrab che è stato il suo nemico.
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