Capitolo 68
di nuovo, e quando lui prossimo rianimarono era chiedere acqua. Atma funzionò un ruscello che lui aveva notato prima, e ritornò velocemente con un tiro. Dopo avere bevuto, Bertram si elevò leggermente, e dirigendo il suo l'attenzione di amico al corpo della servitore-domestica lui bisbigliò: "Col suo ultimo respiro lei mi offrì percorra la tomba." Fino a che ora Atma aveva non osservò che loro erano nell'ombra della tomba di Sangita. Le viti fu lacerato dal suo portale antico che appese aperto su cardine rotto. "Vada", disse Bertram, ma Atma può fedele prima e lega la sua ferita. A lungo lui lo lascerebbe, ed alzando poi la porta ed il finale viti a parte permettere al chiaro di luna di penetrare lui guardò in. Un momento più tardi lui era entrato. Lui rimase da molto, così lungo quel Bertram, scomodo e soffrendo, lo chiamò di nuovo e di nuovo, ma senza risposta. Mezzo un ora--un'ora passò, e poi lui camminò a carponi debolmente e dolorosamente il via d'accesso della tomba. Lui vide Atma prostrare sull'umidità terriccio sepolcrale, la sua faccia seppellì nelle sue mani, ed accanto a lui ancora posi, e freddo, e esanime, una ragazza vestì in eleganza di nozze, con gioielli che luccicano su lei capelli scuri e su lei irrigidendo braccio. Era Moti. Ah, i vermi stavano esultando, Questo è da-e-ciao. CAPITOLO XVIII. Lontano andò in pensione nelle interruzioni boscose al sud di Jummoo, là venuto da un labirinto di serpeggiamento di modi i fuggitivi erano. Bertram, languido e impallidisca, posi su un divano di muschio e foglie costruito dal suo amico. Il suo sguardo fisso rimase su Atma con compassione, per lui seppe che la sua ferita era del spirito, e lui temè che senza un balsamo i dolenti debbano essere mortali. Il anima qualche volta muore prima che noi diciamo dell'uomo "lui è morto", ed a quello morte strana che noi rabbrividiamo affinché non non dovrebbe conoscere risveglio. Atma sedette vicino da, muto e disattento. Le sue dita giocherellarono inattivamente con un
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