Capitolo 28
ripari, sembrò attendere il suo comando. Una grande paura l'afferrò affinché non così bello una visione deve al momento si affievolisca, e lui avrebbe rivestito di vimini ad unbar l'ingresso, il suo occhi oscurando con ferite lacere di amore ed il dolore. Ma una seconda voce suonò sopra da più solennemente dolce che il primo-- "Si guardi da! si guardi da! Non sopportare nessuno entra là; Tutti che Lei vede sono ma un portale Conducendo su all'Immortale; Sebbene è così equo, così equo, Entri, non rimanere là; Ferite lacere inattive, il Suo soggiorno di torrente-- Bellezza, è consacrato E non può affievolirsi mai; Lo cambi la volontà, sia ricrei, Nato da cose strette a grande." Ma il primo pleaded della voce di nuovo. Insieme loro cantarono, e stranamente abbastanza che loro hanno armonizzato. Non che l'espressione celestiale si prestò a la misura agile, ma la canzone più vicina prese una cadenza più molle e preso in prestito una persuasione nuova dal più grande. Appassionato crebbe il supplicando, più allettando la ritirata raggiante. Il cuore di Atma, mai apra all'influenza del buono, pianta sopra alla voce solenne per aiuto. "Dia anche luce", lui disse, "che io posso vedere oltre il portale!" Ma il suono di sua propria voce era strano nella terra di sogni, e con quello lui si svegliò. Stava uguagliando, e lui sorse e guardò al rupe silenziosa e corrucciata, ed anche passò sulla sua mano la sua faccia a si convinca che lui ancora era sveglio. Un significato si legò al suo sogno, e lui lo ponderò lungo e saggiamente. Gli insegnamenti del fondatore della sua Faith entrò nella sua mente, e la lezione della sua visione sembrato semplice. Lui risolse avere fiducia nella condotta dei suoi passi ad un invisibile Guida, e riverentemente possedette che una Presenza Benigna aveva guardato il suo sonni. Come lui riflettè, una credenza crebbe che questa pietra massiccia marcò non solo un luogo zoppicante nel suo viaggio, ma un intervallo principale nel suo
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