Capitolo 52
vedere e descrivere la tavola nella prossima stanza, ora chiusa via da io. Quando un uomo pensa che lui sente il suo nome pronunciato, e, girando il suo capeggi, cerca invano per l'oratore, lui mette la sua esperienza in giù come un allucinazione. Lui dice, io non sentii quello realmente; Io immaginai soltanto esso. Non uno, con occhi aperti abbia un'allucinazione di visione, nel momento in cui uno può sembrare sentire il nome di uno pronunciato quando nessuno è da? Certamente. Ma in ogni caso che l'esperienza può essere provò essere un l'allucinazione, ciononostante. Può essere riconosciuto che il sensorio mettere è incompleto, sebbene non può, per prima, sembri così. Così il oggetto irreale che sembra essere visto può essere trovato essere una cosa che non può essere toccato. O, quando uno ha raggiunto un relativamente completo conoscenza del sistema delle esperienze riconobbe come sensoria, uno può si avvalga di metodi indiretti di accertare che l'esperienza in domanda non ha il setting corretto realmente. Così, il fantasma che è visto dal contadino terrificato a mezzanotte, ma che non può essere fotografato, noi possiamo mettere decisamente in giù come qualche cosa immaginato e non realmente visto. Tutte le nostre sensazioni sono, perciò, esperimenta quali succedono in un certo setting. Questo è il nostro ultimo criterio. Noi non abbiamo bisogno prenda la parola del filosofo per lui. Noi abbiamo bisogno solamente rifletta, e chieda noi come noi sappiamo che, in un caso determinato, noi stiamo vedendo, o stiamo sentendo o toccando qualche cosa, e non sta immaginandolo soltanto. In ogni caso, noi troveremo che noi ritorniamo alla stessa prova. In comune la vita, noi applichi istintivamente la prova, e con la piccola realizzazione di quello che noi sta facendo. E se noi ci rivolgiamo al psicologo cui gli affari deve essere più esatto e scientifico, noi troviamo che lui ci dà solamente una raffinatura di questo stesso criterio. È importante a lui per distinguere fra
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