Capitolo 12
venne. Il Sig. Latham stava muovendosi a fatica nervosamente suo non aperto personale corrispondenza quando lui venne su lui--una busta di piazza bianca e formale, diretto da quella stessa mano di ramatura che aveva diretto le scatole. Lui lasciò cadere nella sua sedia, ed aprì la busta con ansioso dita. In era questa lettera: IL MIO CARO SIGNORE: Una settimana fa io presi la libertà di spedire a Lei, ed ad ognuno di quattro altri gioiellieri principali di questa città cui La chiama sappia, un solo grande diamante di taglio raro e colore. Per favore accetti questo come un regalo da me, e sia buono abbastanza per portare mio complimenti agli altri quattro gentiluomini, e li assicura quello anche, i loro erano regali. Mi creda, io non avevo nessuna intenzione di fare un mistero di questo. Esso era definitivamente necessario per attirare la Sua attenzione, ed io potevo concepisca di nessun più certo modo che in questa maniera. In ritorno per il valore dei gioielli io chiederò che Lei ed i quattro altri concerniti mi danno un pubblico nel Suo ufficio giovedì pomeriggio prossimo alle tre; che Lei fa saputo questo richieda agli altri; e che tre esperti cui giudicano Lei vuole tutti accetti si incontrerà con noi. Io credo che Lei apprezzerà la necessità della segretezza in questo si importi, per il presente almeno. Rispettosamente, E. VAN CORTLANDT WYNNE Loro erano prontamente su mano, tutti di loro--Sig. Latham, il Sig. Schultze, Il Sig. Solomon, il Sig. Stoddard ed il Sig. Harris. Gli esperti furono d'accordo su era gli impassibili il Sig. Czenki, il Sig. Cawthorne un inglese nel impiego di Solomon, Berger e Società, ed il Sig. Schultze che seriamente ammise che lui era il primo esperto nella terra, dopo Sig. Czenki, e di chi opinione di lui fu accettata unanimamente dal altri. Il luogo di incontro era la stanza dei direttori del H. Latham Società. Ad un minuto di tre un impiegato entrò con una scheda, e lo dato al Sig. Latham.
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