Capitolo 10
lui, guardando su curiosamente come lui girò e torse i gioielli sotto il suo vetro potente. "Come una questione di fatto", chiese puntutamente finalmente al Sig. Latham, "Lei può non azzardo per dire era quale di quelle pietre Lei esaminò questo mattina, può?" "No", rispose asciuttamente il Sig. Czenki, "non senza pesarli." "E se il peso è identico?" "No", Sig. Czenki detto di nuovo. "Se il peso è lo stesso non c'è la frazione di minutest di una differenza tra loro." CAPITOLO III GIOVEDÌ AT TRE Il Sig. Latham attraversò la sua posta di pomeriggio con alacrità febbricitante e fondi--nulla; Il Sig. Schultze realizzò più lo stesso risultato ponderosamente. Nella mattina seguente la posta ancora portò nulla. Approssimativamente il telefono di scrivania di undici Sig. Latham accerchiò. "Venga al mio offiz", richiese il Sig. Schultze, in eccitamento di gutteral. "_Mein Gott_, Laadham il der--venga al mio offiz, Laadham che und portano der diamante!" Il Sig. Latham andò. Incluso lui, erano le teste dei cinque più grandi stabilimenti di gioiello in America, rappresentando, forse, un decimo del diamante commerciano del paese, nel Sig. Schultze ufficio. Lui trovò gli altro quattro raggruppati circa una piccola tavola, e su questa tavola--Sig. Latham ansò come lui guardò--la disposizione quattro repliche del diamante misterioso in tasca. "Id di Pud quaggiù, Laadham", diresse il Sig. Schultze. "Dey è tutti dwins simile--l'und di Dweedeldums Dweedledeeses." Il Sig. Latham mise silenziosamente il quinto diamante sulla tavola, e per un minuto o più i cinque uomini ancora stettero in piedi e guardarono fisso, prima al diamanti, poi all'un l'altro e poi di nuovo ai diamanti. Sig. Solomon, la testa crespamente parlata di Solomon, Berger e Società, rotto il silenzio. "Questi che tutti sono venuti per posta ieri mattina, uno ad ognuno di noi nel momento in cui il venne a Lei", lui informò il Sig. Latham. "Il Sig. Harris qui, di Harris e Blacklock, dotto che io avevo ricevuto tale pietra, e
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