Capitolo 63
come noi smontammo, si fu avvicinato all'improvviso dal Sig. Selby che era venuto, piacevolmente promettere, cenare con noi e riceve la mia lettera a Sig. Boyer. Maggiore Sanford prese il suo permesso come Generale che Richman è apparso alla porta. Il generale ed il suo rallied della signora io sul mio cambio di società, ma molto celato prudentemente i loro sentimenti di Maggiore Sanford mentre il Sig. Selby era presente. Nulla materiale accadde prima e durante cena, presto dopo che andò via il Sig. Selby. Io andai in pensione per vestire per la riunione, ed aveva completato quasi il lavoro della toletta quando la Sig.ra Richman entrato. "La mia amicizia per Lei, il mio caro Eliza", disse lei, "interessi io così molto nei Suoi affari che io non posso reprimere la mia curiosità per sapere chi ha l'onore della Sua mano questa sera." "Se è alcun onore", detto Io, "sarà conferito su Maggiore Sanford." "Io lo penso lontano troppo grande a sia dato" così, ritornò lei. "Sta stupendo perfettamente a me quello la parte virtuosa del mio sesso approverà, carezzerà, ed incoraggerà quegli uomini cui la professione è danneggiare la loro reputazione, distrugga la loro pace, e trionfa nella loro infamia." "È questo, signora, il dichiarato disegno di Maggiore Sanford?" "Io non so quello che lui ammette, ma la sua pratica troppo chiaramente prenota i suoi principi e viste." "Fa lui ora pratica le arti che Lei menziona? o si riferisce alle follie passate?" "Io non posso rispondere per la sua condotta presente; il suo passato ha stabilito il suo carattere." "Lei, signora, è un fautore per la carità; che, forse, se è esercitato in questo citi un esempio, La condurrebbe a pensarlo possibile per lui riformare, a divenga un membro prezioso di società, e, quando collegato con una signora di la virtù e raffinatura, essere capace di creazione un buon marito." "IO non concepire che tale signora sarebbe disposta a rischiarla tutti su la prospettiva snella della sua riforma. Io spero quello con chi io sono
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