Capitolo 33
PIETRO SANFORD. LETTERA IX. MANCARE LUCIA CITTADINO. PORTO NUOVO. Io non sono a-giorno così felice nel ricordo di ultima sera divertimento come io ero nel godimento. Il chiarimento al quale io gli promisi dalla Sig.ra Richman ieri che io potevo non ottenga. Quando io andai in giù a cena degli amici di Generale Richman aveva lasciato cadere accidentalmente in che precluse del tutto particolare conversazione. Io andai in pensione presto per vestire, e sega la Sig.ra Richman nessuno più fino a Io si informò che Maggiore Sanford mi aspettò. Ma io fui sorpreso, su andando nel salotto, trovare il Sig. Boyer là. Io arrossii e balbettai; ma io non so perché; per certo io sono che io né amo né temo il buon uomo ancora, qualunque cosa che io posso fare del giorno futuro. Io non sarei capì che io non rispetto e lo stimo; per io faccio ambo. Ma questi sono passioni calme piuttosto che le quali calmano agitano la mente. Esso non era la coscienza di alcuna improprietà di condotta; per io ero lontano dal sentire alcuno. Il divertimento per il quale io ero preparato era come la virtù non disapproverebbe, ed il mio gentiluomo era un uomo della fortuna, foggi, e, per aught io seppi, di carattere senza macchia. Ma il Sig. Boyer molto fu sconcertato più che io. Effettivamente, lui non faceva recuperi la sua filosofia mentre io posato. Io credo, da dei suggerimenti io ho ricevette da allora, che lui aveva delle particolari viste nelle quali lui era deluso. La nostra palla aveva ogni fascino che potrebbe rendere una palla delizioso. Mio partner era ogni agio, la gentilezza, ed attenzione; ed il Suo amico era come molto adulò e carezzò come vanità stessa potrebbe desiderare. Noi ritornammo Richman Generale è approssimativamente due. Maggiore Sanford chiese a permesso di chiamare e chieda dopo la mia salute questa mattina; ed io ora sto aspettandomelo. Io colorai di rosa a colazione. La tarda ora di andare in pensione per rimanere non aveva depresso, ma piuttosto esilarò, i miei spiriti. I miei amici stavano aspettandomi in loro salotto. Loro mi ricevettero socievolmente, chiesto dopo la mia salute, il mio ultimo
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