Capitolo 39
su lei un grande sentimento di tristezza, ed agitazione, un senso della vastità e la serietà della vita, e lei si sentì disperatamente infelice. Lei non aveva mai sentito così prima. Tutta la sua vita lei era stata spensierata, e sbadato, e la vita aveva proteso di fronte a lei come uno enorme picnic, senza una sola nota solenne in lui. Ed ora, mentre lei ascoltò a Veronica sta giocando lei fu immersa improvvisamente nelle profondità di mondo si addolori! Lei era così triste lei non seppe cosa per fare, ferite lacere raggrupparono in i suoi occhi e rubò in giù le sue guance; lei non seppe quello che lei era triste circa, ma lei era così addolorata che il suo cuore stava rompendo! Il suono di applauso se la portò con un inizio. Veronica aveva fermato di giocare, e le ragazze stavano esprimendo loro rapito apprezzamento. La tristezza di Sahwah la lasciò e lei applaudì selvaggiamente, poi sighed addoloratamente quando Veronica mise di nuovo il violino nel suo caso e annunciato era ora per andare a letto. Dopo che loro erano andati disopra e stavano preparandosi ad andare in pensione, Hinpoha esclamato improvvisamente in un tono costernato: Il "mio medaglione! È andato!" "È sicuro Lei non lo lasciò a casa?" Nyoda chiesto. "Io so che io lo portai", Hinpoha risposto "io ricordo averlo su nel treno. I miei capelli presero in _it_ ed io dovevo prenderlo via trovarlo sciolto. Poi io lo porsi di nuovo, ed io non ne pensai mai da allora." "Era quello che Sua madre gli ha dato, col suo ritratto in?" chiesto Migwan, comprensivamente. "No", Hinpoha risposto. "Era l'oro romano che un Zia Phoebe mi ha dato per Natale l'anno scorso ed io avevamo il ritratto di Sahwah in lui, quello piccolo capeggi lei aveva preso quando lei si laureò." Ricerca fu fatta attraverso tutto del belongings di Hinpoha, nella speranza che esso avrebbe lasciato cadere in alcuni dei suoi collari numerosi, ma non poteva sia trovato. "Io suppongo che io lo persi nell'arrampicata quando noi uscimmo dal treno," Sighed di Hinpoha addoloratamente, "e quella ne è la fine. Oh, caro, voglia io
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