Capitolo 81
freddo già. Lui propose farla prendere vino un poco caldo al quale dichiarò Marianne sia un rimedio supremo, e parlò di andare a svegliarsi il suo servitore. Marianne oppose questo con tutto il suo potere. --Da quando Lei ha la gentilezza per proporre qualche cosa alla nostra cara giovane signora, lei disse, mi permetta di farlo. Buoni Cieli! svegliare Mademoiselle Veronica! cosa direbbe? che io sono buono per nulla, e lei avrebbe ragione. --Bene, Marcel detto, io La mostrerò dove Lei troverà quello che è necessario. Loro ambo andarono in giù alla cucina, il più quietamente possibile così come non a disturbi il sonno di Veronica, e Marianne dichiarò quello con una bracciata di legno asciutto, lei avrebbe finito in alcuni minuti. --Poi io La lascio, detto il prete; Io non devo lasciare Mademoiselle Suzanne da solo. Lui rimase molti secondi più lungo, mentre esitando, seguendo i movimenti di la vecchia governante senza vederli, poi tutto in una volta lui rapidamente remounted la gradino-caso. XXXVI. TETE-UN-TETE. "'Tis il Suo per usare correttamente l'ora Quale destino può lasciarLa, Esaurire la tazza di vino più grande, E strappa le rose della mattina." A. BUSQUET (_La poesie des heures_). Lui si arrestò alla soglia, pallido e tremando come se lui fosse circa a commetta un crimine. Lui passò sulla sua mano il suo sopracciglio, era l'umidità con un sudore freddo. Cosa! Suzanne era là, nella sua casa, da solo nel medio della notte, nel suo propria stanza, accanto al suo fuoco seduto sulla sua braccio-sedia. Oh, visione benedetta! Era esso possibile? Stava sognando? Il ritratto affascinante scomparirebbe? E lui rimasto là, immobile, ansioso, non trasportare un passo, per paura di vedendola scomparire. Ma sì, è lei davvero; lei l'ha nascosta faccia affascinante nelle sue mani, e sembra a lui che ferite lacere stanno rubando attraverso le sue dita. Lui saltò verso lei. --Oh! Mademoiselle, quello che è la questione? Cosa è la questione? Perché questi ferite lacere che rompono il mio cuore? Confidi i Suoi guai a me, e, io giuro
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